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Eventi di accoglienza, filiere, trasformazioni legate al pioppo, produzioni affini alla natura degli arbusti e dei luoghi: è con orgoglio che la nostra gente continua a produrre e a sentirsi figlia del Po. Il mondo ascolta le armonie di Verdi, gusta le armonie delle nostre straordinarie cucine, e conosce il fiume anche dall’ironica penna di Giovannino Guareschi, come dalle opere di tanti autori e artisti, al pari di Zavattini, Soldati, Bertolucci. 

Eridano, antico nome del nostro fiume, ha visto avvicendarsi infinite pagine di storia. Ai veterani della X Legio Narbonense, la fedelissima di Cesare, furono ad esempio concesse terre proprio sulle sue sponde, intorno a Cremona. Oggi, tanto i legionari quanto i mestieri tradizionali del Po paiono appartenere a quelle suggestioni che emergono dalle acque, dalle golene e dai boschi. Qui, in mezzo a strani personaggi e alle belve esotiche di Ligabue, l’immaginario del Po non muore mai. E’ questa la potenza dello straordinario vissuto di PoGrande.

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