Foto PoGrande . Rappresentanti enti . Caselle Landi

Rigenerazione territoriale delle aree marginali lombarde di Po Grande: dialogo avviato tra enti, istituzioni e portatori di interesse

Al Teatro Comunale di Caselle Landi (Lo) via alla sperimentazione del progetto di rilancio delle aree marginali nella Riserva MAB UNESCO di Po Grande grazie all’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO) e alla collaborazione della Cattedra UNESCO su “Educazione, Crescita ed Uguaglianza” dell’Università degli Studi di Ferrara: un dialogo condiviso con Regione Lombardia, Provincia di Lodi, Comune e portatori d’interesse locali per vagliare le soluzioni di sviluppo più idonee e in quali zone indirizzarle

22 Ottobre 2025 – Con un importante momento di confronto, presso il Teatro Comunale di Caselle Landi, tra Regione Lombardia, Provincia di Lodi, il Comune rivierasco ospitante e tutti i portatori d’interesse coinvolti, sono state condivise insieme soluzioni e proposte per indirizzare concrete azioni di sviluppo e rilancio in occasione dell’avvio della seconda fase della “sfida della rinascita” per le MAiDAs (acronimo di Marginal Areas in Developed Areas), le aree marginali situate all’interno di aree sviluppate nel territorio di Po Grande, la Riserva MAB UNESCO che conta una rete di 83 comuni (che presto potrebbero salire a 102) ubicati lungo oltre 250 chilometri dell’asta fluviale, appartenenti a 3 differenti regioni – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto – e che costituiscono oggi un areale vasto più di 3.800 chilometri quadrati: l’incontro, inserito all’interno del progetto-pilota della Riserva MAB UNESCO Po Grande “Il Po e i suoi Comuni: una grande area per sperimentare una nuova economia”, è promosso dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO) in collaborazione con la Cattedra UNESCO su “Educazione, Crescita ed Uguaglianza” dell’Università degli Studi di Ferrara.

“Dopo la fase d’avvio, nella quale sono state delineate strategie condivise per ricostruire la continuità funzionale e sociale del Po – sottolinea Fernanda Moroni, dirigente Pianificazione e gestione acque dell’ADBPO –, fare emergere le potenzialità strategiche delle sue aree di prossimità e combattere lo spopolamento e le relative difficoltà socio-economiche vissute dalle comunità, proviamo ora ad alzare l’asticella, grazie all’importante contributo della Cattedra UNESCO coordinata dal prof. Bianchi, sostanzialmente indicando ‘dove occorre cosa’. Il dialogo e il raccordo con le strategie e le azioni in corso a livello locale e sovralocale sarà fondamentale per avviare in modo sinergico ed efficace la sperimentazione e riuscire a coniugare tutela ambientale e sviluppo economico riducendo le disuguaglianze territoriali”.

I lavori, aperti dall’indirizzo di saluto di Piero Luigi Bianchi, sindaco di Caselle Landi, hanno visto gli interventi di Ludovica Ramella, funzionaria dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po e Segreteria Tecnica di Po Grande MAB UNESCO, che ha introdotto il progetto. Successivamente, i membri della Cattedra UNESCO “Educazione, Crescita ed Uguaglianza” dell’Università degli Studi di Ferrara – i docenti Patrizio Bianchi, Valentina Mini e Alessandro Bratti – hanno trattato nel dettaglio il tema delle “Aree Marginali all’interno di Aree sviluppate: conoscere, stimolare e praticare il cambiamento”: “Le MAiDAs costituiscono l’unità analitica della nostra ricerca, un progetto di studio focalizzato sul bacino del Po ed i suoi affluenti, che rappresenta il cuore della grande area tra le Alpi e gli Appennini, certamente la parte più ricca e sviluppata del nostro Paese – ha evidenziato Patrizio Bianchi, coordinatore della Cattedra UNESCO su“Educazione, Crescita ed Uguaglianza” presso l’Università degli Studi di Ferrara –. Tuttavia, i comuni lungo le sue rive, dal Monviso a Taglio di Po, sono divenuti nel tempo una sorta di area interna, schiacciata tra l’asse Milano-Venezia e l’asse Milano-Bologna, che rappresentano gli assi dominanti dello sviluppo economico nazionale. Ecco perché è fondamentale conoscere dove e come intervenire”.

Attraverso lo studio, che ha esplorato le condizioni economiche e sociali dei comuni lungo le rive del fiume Po, con particolare interesse per le aree che fanno parte della Riserva MAB UNESCO Po Grande il team del prof. Bianchi, oltre a verificare lo stato dell’arte, ha avanzato importanti ipotesi di sviluppo in grado di generare condizioni per invertire la tendenza allo spopolamento e all’abbandono delle MAiDAs. Le principali infografiche elaborate sui temi di interesse (che includono: demografia, dinamica occupazionale, evoluzione imprenditoriale), le analisi condotte e le prime ipotesi di sperimentazione verso una rigenerazione territoriale tengono conto dell’identità e delle specificità locali delle aree rivierasche ma, al contempo, sottolineano come il dialogo e il raccordo con le strategie e le azioni in corso a livello locale e sovralocale sia fondamentale per una sperimentazione sinergica ed efficace, da oggi ufficialmente avviata, con gli enti istituzionali di riferimento sul territorio (Regione Lombardia, Provincia di Lodi, Comune di Caselle Landi) e con i vari stakeolders territoriali per condividere insieme soluzioni e proposte attraverso l’operato della Riserva MAB UNESCO Po Grande. Le “Prime ipotesi di sperimentazione” sul territorio sono state illustrate da Fabrizio Santantonio, presidente della Provincia di Lodi mentre, in chiusura d’incontro, dopo un momento di confronto aperto sui contenuti presentati con la condivisione delle azioni prioritarie da realizzare, le conclusioni a cura di Massimo Sertori, assessore per gli Enti Locali e i Piccoli Comuni della Regione Lombardia, che ha indicato “Azioni e strategie per le aree di pianura”.

All’incontro presenti, oltre a numerosi cittadini, anche rappresentanti di Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), Legambiente, associazioni agricole, Forze dell’ordine, Ordine degli Architetti ed esponenti dei comuni lombardi.

[Nella foto allegata i rappresentanti delle istituzioni presenti all’incontro, da sinistra: il sindaco di Caselle Landi Piero Luigi Bianchi; Valentina Mini, membro della Cattedra UNESCO su “Educazione, Crescita ed Uguaglianza” presso l’Università degli Studi di Ferrara; Ludovica Ramella, funzionaria dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po e Segreteria Tecnica di Po Grande MAB UNESCO; Fabrizio Santantonio, presidente della Provincia di Lodi; Alessandro Bratti, membro della Cattedra UNESCO su “Educazione, Crescita ed Uguaglianza” presso l’Università degli Studi di Ferrara; e il funzionario dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po Luciano Macaluso].

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