La Riserva MAB UNESCO di Po Grande (che può contare su una rete di 102 comuni ubicati lungo oltre 250 chilometri dell’asta fluviale, appartenenti a 3 differenti regioni – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto – e che costituisce un areale vasto oltre 3.800 chilometri quadrati) attraverso la propria Segreteria tecnica coordinata dall’ADBPO, l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, ha definito insieme ai rappresentanti delle amministrazioni locali provenienti dalle province dei suoi territori rivieraschi le prime strategie condivise per ricostruire la continuità funzionale e sociale del Po, farne emergere le potenzialità strategiche delle sue aree di prossimità e combattere lo spopolamento e le relative difficoltà socio-economiche vissute dalle comunità con l’obiettivo di riuscire a coniugare tutela ambientale e sviluppo economico riducendo le disuguaglianze territoriali.
L’ambiziosa missione, ribattezzata la “sfida della rinascita”, baserà azioni e operato sui dati di un’approfondita indagine socio-economica promossa da ADBPO in collaborazione con la Cattedra UNESCO “Educazione, Crescita ed Eguaglianza” ed effettuata grazie al professor Patrizio Bianchi – titolare della Cattedra e docente dell’Università di Ferrara – e alla sua equipe di professionisti e presentata nel corso di un incontro al teatro Angelo Frondoni di Pieveottoville (PR), al quale sono intervenuti anche il Sindaco di Polesine Zibello Massimo Spigaroli, la Segreteria Tecnica di Po Grande MAB UNESCO Ludovica Ramella, la dirigente dell’ADBPO Fernanda Moroni, il coordinatore generale di INBO, l’International Network of Basin Organizations, Alessandro Bratti e 40 rappresentanti delle amministrazioni locali provenienti dalle province coinvolte (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova per la Lombardia; Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara per l’Emilia-Romagna; Rovigo per il Veneto).
Grazie a questo importante studio è stata restituita una prima, approfondita fotografia delle criticità su cui intervenire e delle relative possibilità per sviluppare le potenzialità delle aree lungo l’asta del Grande Fiume: Scuola, Economia, Attrattività abitativa, Transizione ecologica e Turismo sono gli ambiti che, nei prossimi mesi, saranno al centro dell’azione dei Comuni della Riserva MAB i quali, auspicando il prezioso coinvolgimento delle Regioni, adotteranno soluzioni mirate e coordinate sui rispettivi territori.
